10 regole per prevenire backlink indesiderati

Per questo nuovo articolo presentiamo i dieci principali metodi per prevenire i link indesiderati e “pericolosi” per il vostro sito web.

  1. Evitate di chiedere scambi di link, e anche partecipare a blog network e blogroll: ormai credo siano diventati fin troppo semplici da rilevare per Google, anche in eventuali varianti “a catena” (A linka B, B linka C) che si propongono ancora oggi su qualche forum. L’unica eccezione potrebbe riguardare siti che abbiano un minimo di pertinenza tra di loro, ma resta il fatto che sono una forma di collegamento tra pagine web che finisce per risultare poco (o per nulla) utili all’utente. Quindi sono sostanzialmente da abolire una volta per tutte, preferendovi tecniche di link building decisamente più moderne.
  2. Tenere periodicamente sotto controllo i link che acquisite: se focalizzate l’attenzione sulle chiavi principali del vostro sito (in aggiunta anche quella della “coda lunga” vanno bene) e le inserite in Google Alert riceverete, con frequenza quotidiana, occasionale o settimanale, il meglio dei risultati “freschi” pertinenti e, pressappoco, in tempo reale. Questo è un ottimo metodo, spesso, per sapere subito chi ci ha linkato “spontaneamente”, e riconoscere le situazioni in cui qualcuno ci stia spammando: mi è capitato giusto ieri di rilevare, lavorando per la SEO di una grossa azienda di hosting, il nome del brand indicizzato su uno dei tanti aggregatori di notizie che, per la cronaca, avevo da tempo diffidato mediante il disavow dei Webmaster Tools. In questo caso non ho dovuto fare nulla di particolare, ovviamente: per scoprire come effettuare la link analysis cliccate qui.
  3. Invitate i vostri affiliati ad utilizzare un codice standard per i banner – Avete un programma di affiliazione che offrite dal vostro sito web? Nonostante i vari webmaster possano fare comunque come preferiscono per promuovere un sito, l’incentivo delle affiliazioni e di un eventuale guadagno annesso dovrebbe essere un motivo in più per attenersi a determinate regole. La mancanza totale di regole, di fatto, ha portato negli anni a situazioni di penalizzazione di vari siti web che avevano “sporcato” le loro pagine con link dofollow nel footer, testi nascosti e via dicendo: nella pratica se realizzate un widget per i vostri banner (un po’ come il Javascript di Adsense, per capirci) e tutti i vostri affiliati dovrebbero utilizzare il medesimo, sarà meno probabile incorrere in problemi che potrebbero presentarsi di qui a breve.
  4. Abbandonate (o limitate fortemente) le tecniche per i link “veloci e automatici” come i generatori automatici di backlink, i quali il più delle volte sono semplici registrazioni su forum semi-abbandonati (e spesso completamente fuori tema rispetto al vostro sito) oppure, peggio ancora, ping che effettuano siti come webutation.net che valgono, a rigor di logica, molto poco. Non rispettare questa terza regola potrebbe portarvi ad avere sgradevoli sorprese nel lungo periodo.
  5. Non fatevi scrupoli a chiedere la rimozione di backlink da parte di qualsiasi sito e, in particolare, degli aggregatori di notizie: mi è capitato di essere coinvolto senza il mio consenso almeno una decina di volte dal mio blog principale, e si tratta di una pessima pratica. Con rarissime eccezioni ho sempre richiesto (ed ottenuto) mediante commenti oppure email la rimozione degli articoli che mi venivano copiati indebitamente, senza attribuire l’autore ed inviandomi addirittura un pingback: una tecnica francamente penosa che molti improvvisati webmaster italiani tendono ad adottare ostinatamente. Ovviamente la cosa si può estendere a qualsiasi altro sito che vi copi o vi linki indebitamente. Se il webmaster non dovesse rispondere alla richiesta di rimozione, considerate di poter utilizzare senza esitazione il disavow del Webmaster Tools di Google: a mali estremi (ed i contenuti duplicati assieme ai link “thin” continuano ad esserlo ancora oggi, secondo me) estremi rimedi.
  6. Evitate di segnalare il vostro sito su portali che non siano prettamente tematici con le vostre principali categorie: le directory generaliste, in larga parte e con le dovute eccezioni, non fanno quasi mai al caso vostro.
  7. Cercate periodicamente su Google ulteriori duplicati del vostro sito mediante nomedelsito.est -site:nomedelsito.est alla ricerca di duplicati contenuti all’interno di frame.
  8. Evitate i siti di article marketing che ricopino il vostro comunicato o articolo su più siti dello stesso network (non tutti lo fanno, verificate prima).
  9. Evitate, nei limiti del possibile, i link sitewide ovvero quello che provengono da tutte (o quasi) le pagine di uno stesso sito: link nel footer, di solito, con l’unica eccezione dei pingback e blogroll spontanei (wordpress, blogspot ecc.).
  10. Scansate come la peste i link che siano proposti come “free per tutti” e senza descrizioni o con pagine poco curate, perchè le link farm sono un potenziale rischio per penalizzazioni piuttosto pesanti che potreste ricevere.

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