dmoz.org : un approfondimento sulla famosa directory
Mi hanno molto colpito le considerazioni di Carlo in un suo articolo di qualche giorno fa, nel quale criticava apertamente la filosofia di DMoz (la directory più famosa del WEB, e peraltroquella con PR più elevato) ed affermava provocatoriamente che “non è una directory per tutti“.
In realtà le sue considerazioni sono dal mio punto di vista pienamente condivisibili, e mi stimolano a scrivere quanto di seguito esporro’. Partiamo dalle considerazioni che possiamo estrarre da Wikipedia: nella descrizione della funzionalità del sito (raccogliere URL da parte di una comunità di volontari) viene sostanzialmente messa in dubbio (per quanto scritto anche sull’autorevole Slashdot) l’aspetto legato al free software delle origini, dato che si tratta di una sostanziale iniziativa commerciale. Questo cozza tremendamente con la parola “open” presente nel titolo del sito, e che letta con un certo cinismo porterebbe a considerazioni abbastanza preoccupanti, che tuttavia è difficile confermare o smentire. Nonostante questo, sembra che l’ “apertura” di DMoz si riferisca alla possibilità di diffusione dei contenuti della directory, cosa che effettivamente non tutti offrono.
Dato ancor più interessante, dmoz.org possedeva nel 2004 ben 63.000 redattori, di cui circa il 14% è stato rimosso per inattività. Viene forse spontaneo pensare che essa sia indotta da una sorta di disinteresse, come accade nel caso in cui utilizziamo sporadicamente un sito solo per una promozione gratuita e poi ce ne dimentichiamo l’esistenza. Questo, se fosse vero, andrebbe leggermente ad inficiare la validità di DMoz, poichè dovremmo ritenere che oltre il 14% delle entry (ipotizzando che un redattore inserisca mediamente ben oltre un singolo URL) sia faziosamente determinato dal fatto che il redattore potrebbe coincidere con il webmaster. Sembra poco, forse, ma a mio avviso la percentuale di “rumore” di DMoz dovrebbe essere ridotta a meno dell’1%.
Ma andiamo oltre: nella versione inglese della pagina Wikipedia ci sono approfondimenti non riportati in precedenza. Al di là della questione che un editor potrebbe non essere obiettivo nell’atto di sottomettere determinate risorse solo perchè gli appartengono o sono gestite da lui, rimane un problema legato alla distribuzione degli URL (l’”albero” della directory) che a detta di alcuni sarebbe troppo complicato da scorrere. Anche volendo ignorare le recenti tendenze alla classificazione fatta dagli utenti – le cosiddette “folksonomie” degli user tag – rimane il fatto che il comitato di “peer review” di Open Directory dovrebbe essere, a mio modesto parere, molto più attivo nel rimuovere, modificare ed aggiungere risorse. Attualmente si parla di attese di mesi prima della sottomissione eventuale di un sito, e sarebbe il caso che si modernizzasse anche la comunicazione con gli editor, che potrebbero anche aggiornare gli utenti in attesa sullo stato delle loro richieste. Ovviamente sappiamo bene che il loro lavoro è volontario e non retribuito, ma tenendo conto degli interessi commerciali che sono dietro DMoz ci sembra il minimo avere un po’ più di feedback.
Ci auguriamo che si possa fare maggiore chiarezza sulla gestione di questa importante risorsa e che gli stessi editor, un giorno, possano mettere le cose in chiaro a vantaggio di tutti gli utenti e non prevalentemente di chi ha esclusivamente interessi a comparire lì.
Si ringrazia stuckincustoms per aver concesso l’illustrazione in Creative Commons.
termini di ricerca:
- dmoz org
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Scritto da SalvatoreCapolupo






agosto 15th, 2010 at 08:54
I dati che hai fornito sono interessanti e sembrano darmi ragione. Aggiungerei che molti segnalano i propri siti in lingua diversa dall’italiano e questa strategia risulta per la maggior parte delle volte vincente.
agosto 15th, 2010 at 19:08
Sì, infatti: il problema è che non è molto utile (IMHO) avere backlink da directory in lingua diversa dalla propria! Si puo’ tuttavia mettere la classica “pezza a colori” utilizzando Google Translate nei propri siti…
agosto 16th, 2010 at 11:22
Si anche se a volte dopo aver accettato il sito in lingua straniera lo accettano automaticamente anche in lingua italiana.
settembre 19th, 2010 at 22:38
http://www.fbjs.facebook.com/pages/Inserire-sito-su-Dmoz/149724325067101?v=wall