In questo articolo provero’ a fornirvi una guida generale per le post-ottimizzazioni SEO di un blog.

In prima istanza vediamo gli strumenti del mestiere che andremo ad adoperare.

Un buon template leggero ed essenziale. Inutile scomodare “bestioni” di grafica, se poi risaputamente ai motori non piacciono e – cosa non trascurabile – se andate in panico alla prima gestione di una trasparenza o alla prima modifica di un CSS. Per Blogger suggerisco vivamente i modelli “minimalisti” che potete scaricare qui: attenzione che non tutti i template sono egualmente validi e potenti, e ricordatevi di tributare sempre gli autori lasciando intatte le loro indicazioni / siti di riferimento.

Analizzatore di meta tag. Ho deciso di utilizzare quello di seocentro.com, dato che è molto rapido e preciso – al contrario di altri – e permette di lavorare molto velocemente sfruttando ad ogni analisi il tasto indietro senza essere costretti a cambiare CAPTCHA ogni volta.

Detto questo, le operazioni di post-ottimizzazione per il SEO sono state le seguenti, e mi hanno sostanzialmente occupato l’intero pomeriggio.

Cambiare template. Operazione molto delicata, dato che dovrete salvare tutto quello che avevate pazientemente creato (per Blogger: WordPress, Joomla e gli altri CMS tendono invece ad essere più “conservativi). In ogni caso fatevi un backup del vecchio template, fate mente locale sui widget e le funzionalità da attivare e trovate un template idoneo. Valutate comunque se sia davvero il caso di farlo, e se il gioco valga la candela.

I banner sono sempre troppi. Ne basta uno per tipologia, se ben piazzato. Evitate di cospargere di banner i vostri siti, anche perchè rallentano un sacco il caricamento del sito.

Generazione del meta-tag keywords: calibrando tale scelta su quanto mi veniva indicato da questo strumento ogni volta, mi è sembrato idoneo far corrispondere tali parole con i tag che indicizzano i contenuti più importanti del sito. Il numero di parole chiave dovrebbe comunque essere indicativamente tra 15 e 20 parole.

Generazione del meta-tag description: la descrizione è tutto, perchè è quella che sarà riportata dalla SERP per il vostro URL. Sceglietela con cura, in modo sintetico e descrittivo, ed includendovi almeno un paio di parole chiave scelte in precedenza.

Riduzione dei link in uscita. Anche secondo le direttive di Google per il SEO, è bene non superare i 100 outbound link su singola pagina. Cosa ancor più importante, spostate i backlink ad altri siti su una pagina a parte – soprattutto se c’entrano poco coi contenuti del vostro sito, e riducete all’essenziale gli eventuali “link consigliati” del blog stesso.

Alleggerimento del testo. Va bene che Google ama vederci scrivere parecchio, ma il troppo stroppia. Avevo commesso l’errore di inserire disclaimer e note varie in svariati widget in prima pagina, che non facevano altro che “diluire” la keyword density. Un blog SEO-ottimizzato non dovrebbe mai cedere alla tentazione di condensare troppo testo in una singola pagina: io lo avevo fatto, e credo mi sia costato parecchio in termini di visite.

Prominent Tag. Ho inserito tutti i link dei widget (o quasi) in apposite liste (tag <li>), oltre a spingere i link più rilevanti all’interno del footer e dentro gli header h3 come anchor text ottimizzate.

Il risultato finale potete ammirarlo sul mio blog Hosting Affiliazioni: sono curioso di sapere se e come varieranno le percentuali di rimbalzo e l’impatto generale del sito.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • Diggita
  • email
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • MySpace
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio IT
  • Yahoo! Buzz

No related posts.

Scritto da SalvatoreCapolupo