La valutazione della “bontà” di un nome di dominio (o di una keyphrase di ricerca) passa necessariamente per la stima di vari parametri empirici. Uno di questi è il cosidetto “commercial intention“…

Bisogna riconoscere che questo aspetto è decisamente molto poco esplorato, principalmente perchè il più delle volte il cliente (o il webmaster in generale) tende ad accaparrarsi un nome di dominio accattivante, originale o che suoni bene. Non si bada quindi all’aspetto più commerciale del sito, che è un fattore fondamentale non soltanto se utilizzate affiliazioni come Google Adsense, ma anche se decidete di destinare quel sito al commercio online di prodotti o servizi.

Spesso si indica il cosidetto “commercial intention“, che non è altro che un indice probabilistico (tra 0 ed 1) che esprime con quale probabilità ci potrebbe essere un matching tra una certa query (keyphrase) di ricerca ed un sito di natura commerciale. Ad esempio un utente che digita “allergia stagionale” è interessato presumibilmente a conoscere maggiori informazioni su questo diffuso disturbo, mentre chi digita “cellulare sony ericsson” quasi certamente ne sta cercando uno da acquistare. Ovviamente non è detto che la ricerca di contenuti puramente informativi sia sempre infruttuosa: basti pensare a query come “biglietti concerto Iron Maiden” che coniuga entrambi gli aspetti, e possiede – come vedremo – un ottimo commercial intention.

Il “commercial intention” è un indice che potete misurare da questo sito (in inglese) il quale vi permette di avere un’idea ben precisa del fattore di commerciabilità del vostro sito.

Di seguito alcune query di ricerca di prova ed il commercial intention ad esse associato:

  • professional hosting: 0.51
  • online backups: 0.73
  • hosting affiliations: 0.69
  • free programs: 0.33
  • iron maiden concert tickets: 1
  • free streaming films: 0.28

E’ giusto notare che l‘alta specificità unita ad un commercial intention elevato porta alla certezza di guadagni con opportune campagne di marketing, cosa che non si puo’ invece dire di query di ricerca annesse a siti in cui si usa spesso (impropriamente) Adsense. L’alta specificità premia, dunque, perchè realizza l’idea di nicchie molto specifiche che sono risaputamente tra le migliori come redditività.

Ovviamente tali numeri sono puramente orientativi, ma possono essere utilizzati soprattutto in negativo per avere chiara un’idea fondamentale che deve passare a chiunque utilizzi le affiliazioni. Tale idea si puo’ riassumere nel concetto:

è molto difficile guadagnare cifre sostanziose con le affiliazioni se si lavora su URL e parole chiave con commercial intention troppo basso

Dal mio punto di vista una percentuale del 50% di commercial intention – a salire – è da considerarsi buona, contrariamente bisogna cambiare qualcosa (anche se molti statistici, credo, non sarebbero d’accordo con me su questo margine di bontà…).

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Scritto da SalvatoreCapolupo