Il meccanismo del peer review sul WEB
In questo articolo vorrei proporre un parallelismo interessante tra il meccanismo di “peer review” degli articoli scientifici e la diffusione di un particolare articolo (o meme) sul WEB, lanciando così una piccola provocazione.
Poniamo nel caso in cui un blog relativamente famoso lanci un’idea, una guida, un suggerimento che sia particolarmente originale e ricco di valore aggiunto al suo interno: al contrario di una pubblicazione scientifica, che necessita di essere – spesso faziosamente – vagliata, essa puo’ essere approvata, suffragata ed eventualmente criticata dal popolo di internet senza alcun tramite. Si tratta quindi, a mio modesto avviso, di un meccanismo – quello dell’esposizione di materiale originale come WEB-publisher indipendente – egualmente “spietato” nello stroncare castronerie (o materiale riciclato) e nel promuovere contenuti validi.
Ovviamente i giudici sono gli utenti, che spesso non possiedono la competenza dell’ordinario o del ricercatore addetto al vaglio, ma che – di contro – non sono nemmeno soggetti ad eventuali favori e condizionamenti, spesso (purtroppo) d’obbligo nel mondo accademico al di là del contributo effettivo di quello specifico articolo. Paragonare i contenuti di un blog semi-autorevole con quello di una pubblicazione scientifica è ovviamente un azzardo, ma fa parte della provocazione di cui vi parlavo all’inizio. Bisogna riconoscere tuttavia che spesso un articolo WEB è un meme che si propaga con grande facilità a vantaggio degli “adepti” di una certa nicchia, cosa che invece non si puo’ sempre dire di una pubblicazione accademica, spesso destinata a rimanere “lettera morta” utile solo ad accrescere il curriculum di chi la scrive.
In effetti, poi, nell’ipotesi neanche infrequente di un utente che citi negativamente il risultato o l’articolo del blog in questione, l’autore potrà sempre rifarsi con relativa facilità, o scrivendo un approfondimento oppure commentando la critica nel blog altrui. In entrambi i casi il fattore SEO sarà di notevole crescita per entrambi i blog, che riusciranno in questo modo ad accrescere reciprocamente la propria popolarità. Tale azione ovviamente potrebbe anche essere concordata tra due autori al fine di pervenire a tale scopo, e gli scambi di favori, in questa circostanza, non mancherebbero di certo. Il funzionamento ufficiale della “peer review” – per chi fosse interessato – è descritto su Wikipedia anche se (neanche a dirlo!) è attualmente privo di riferimenti ufficiali.
termini di ricerca:
- funzionamento peer review
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Scritto da SalvatoreCapolupo





agosto 15th, 2010 at 11:33
A mio parere la libertà di esprimere un parere, di far conoscere un’idea, un contenuto originale e nuovo, di replicare francamente possono essere solo positivi. Magari non a brevissimo termine.
agosto 15th, 2010 at 19:05
sono d’accordo: il problema è che certi meccanismi accademici impediscono di fatto la libera circolazione delle idee, al di là del vaglio effettivo dei contenuti e soltanto (spesso) in base a simpatie, antipatie o convenienza. Sarà utopico il mio discorso, ma ritengo che su internet tutto questo non accada. Grazie del tuo intervento!