Perchè oggi è sempre più difficile essere primi nelle SERP? In questo articolo farò alcune riflessioni sull’evoluzione del SEO degli ultimi mesi, cercando di comprendere meglio quali siano i fattori che determinano il posizionamento oggi.

SITUAZIONE ATTUALE.

Negli ultimi 6 mesi abbiamo assistito a molti cambiamenti nelle strategie utilizzate da Google per aggiornare le SERP, e mi pare che non tutti i webmaster abbiano potuto adeguarsi a queste variazioni. Faccio riferimento prevalentemente alle novità introdotte – al momento – da:

  • Google Caffeine: determinazione di un insieme di pagine rappresentative e loro indicizzazione in tempo reale;
  • Google Social: importanza dell’utilizzo di Twitter & Facebook come strumenti di diffusione delle informazioni;
  • Sequenza Temporale dei risultati della ricerca: qualcosa di essenziale anche per la rilevazione dei duplicati;
  • (re)introduzione del Trustrank (si introduce un concetto “umano” di fiducia a certi siti per evitare di diventare popolari a colpi di google-bombing)
  • sostanziale riscoperta del “semantic WEB” della pagine (conta il significato di quello che scrivi, non il farlo a menadito per “dare l’illusione” di essere popolari)

Come comportarsi da adesso, quindi? Non è difficile, in fondo basta:

  • scrivere di più;
  • scrivere meglio;
  • aggiornarsi sul tema del proprio blog;
  • verificare le fonti;
  • scrivere con continuità;
  • evitare oggi – come non mai – di copiare;
  • non appesantire le pagine con widget non utili alla pagine.

Ma vediamo subito cosa rende molto difficile il posizionamento oggi, e come porvi rimedio.

PAGINE RICICLATE.

Mi sono accorto che la tendenza di molti blogger (addirittura SEO, a volte) è quella di creare freneticamente articoli ricalcando i contenuti letti altrove (senza citare le fonti, peraltro): così si crea un marasma di pagine tra le quali è impossibile capire chi dice fesserie o mezze verità.

Questo non deve essere fatto per una quantità di motivi, tra cui:

  • le pagine rilevate come duplicate (o riciclate) possono teoricamente essere tutte penalizzate;
  • non ha senso ribadire 100 volte lo stesso concetto, perchè crea un effetto “di annacquamento” verso il blogger che, poveraccio, se ne è occupato per primo;
  • non ha senso ribadire 100 volte lo stesso concetto, perchè crea una confusione immane nei visitatori (e visite perse per tutti);
  • visto che le SERP si aggiornano al 50% in tempo reale, è prevedibile che in futuro venga considerata anche la data di apparizione dell’articolo, ed i “copioni” saranno inesorabilmente e finalmente puniti (vedi introduzione della “sequenza temporale dei risultati”, che presenta addirittura pagine del 1700 :) )

Per rendervi conto del marasma molto poco informativo di queste pagine “fritte e rifritte” provate a vedere cosa riporta Google per le “palline del 7 settembre“, per cui molti hanno scritto post di due righe e mezzo, senza spiegare nulla o con banali descrizioni dell’effetto, peggio ancora riciclando battute obiettivamente poco divertenti (“A Google girano le palle” quante volte lo abbiamo letto quel giorno?). Contenuto informativo: prossimo allo zero.

Come porvi rimedio? Imparando le tecniche di article marketing, che credo saranno prerogativa dei blogger professionisti nei prossimi anni.

BENEDETTI GURU.

Infestano (e spesso gestiscono) i forum. Sono i guru, quelli che tutto sanno. Si nascondono con cura, osservano, e poi escono allo scoperto per umiliare il novellino di turno, invitandolo ad “usare Google la prossima volta“, dato che lì non hanno mica “tempo da perdere“. Attenzione quindi a non fare domande idiote nei forum (effetto dispersione delle informazioni), ed evitate quelli con alta diffusione dei suddetti “santoni”, dato che dubito che questi possano proporre pagine di qualità. Non credo che trattare male le persone, e lasciare tanti thread chiusi a monito contribuisca a creare una buona immagine in termini di utilità del forum o trustrank (si passa per dilettanti del WEB). La tendenza di molti forumisti e blogger a fare i “guru” (peggio che peggio in ambito di confronto tra hosting, dove il migliore è spesso quello che paga meglio chi ne parla bene) non fa che accrescere un senso di sfiducia verso il WEB in generale, per non parlare del crollo delle vendite online o mediante affiliazioni.

Come porvi rimedio? Imparando a mantenere la calma, ad essere onesti verso i propri lettori e a descrivere correttamente i prodotti che si promuovono.

Cosa succede poi se blogger autorevolissimi nel proprio settore fanno affermazioni superficiali come “IO ho avuto problemi con questo servizio: quindi fa inesorabilmente schifo“? Non si ha idea, a mio avviso, del danno che possa fare un “santone” del genere dicendo all’acqua di rose una cosa così: sia perchè la critica dovrebbe essere sempre dettagliata, sia perchè fa dileguare potenziali clienti demolendo il CTR di tante pagine.

Tornando al discorso qualitativo, credo che andrebbe valorizzata la responsabilità di ogni blogger “autorevole”, e sarebbe addirittura rivedere il concetto di trust (fiducia) verso un sito, dato che non è un processo automatico bensì umano, e a volte le peggiore panzane vengono spesso sparate da “autorevoli” quotidiani nazionali (vedi la demenziale notizia, riciclata da vari quotidiani, degli indirizzi IP occupati dagli hacker pronti ad essere venduti sul mercato nero :D )

Approfondimenti:

L’immagine è un dettaglio della foto di NeroVivo, che ringrazio.

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Scritto da SalvatoreCapolupo