Più o meno dal 2006 si sente parlare di WEB semantico e dell’introduzione dei cosiddetti micro-formati. Alcune definizioni sono state adottate dal W3C, altre sono rimaste abbastanza vaghe, e non è ancora chiaro quale impatto possano avere sulle SERP. In questo articolo vedremo il loro utilizzo nelle nostre pagine WEB e le potenzialità offerte.

L’ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca (in-site ed off-site) si basa sull’applicazione di pochi concetti. Si cerca di scrivere titoli efficaci, di utilizzare correttamente i tag e di valorizzare le descrizioni da un lato, mentre si fa di tutto per essere linkati il più possibile dall’altro. Ma da qualche tempo c’è anche dell’altro, che riguarda non più la struttura dei link o della pagina bensì il suo significato.

Il WEB semantico, pur non essendo ancora diventato uno standard, puo’ diventare uno dei fattori che fanno la differenza: tuttavia rimangono da chiarire le modalità con cui questo possa avvenire, e la “sensibilità” che i crawler avranno verso questa evoluzione. Sta di fatto che è stato adottato da molti siti famosi (BestBuy.com e 2spaghi.it, ad esempio), e la sensazione sembra far presupporre concreti vantaggi in termini di visibilità. Questo è possibile poichè la specifica della semantica della pagina – attraverso RDFa, FOAF o altri microformati – permette di esporre ai crawler informazioni strutturate su alcune sezioni della pagina. Ad esempio:

  • descrizione di eventi con data, luogo, ora, …;
  • recensioni dettagliate di locali pubblici;
  • schede anagrafiche collegabili da relazioni di amicizia o conoscenza;
  • schede informative associate ad un prodotto.

Un esempio efficace potrebbero essere le cosiddette hCard, utilizzate per indicare persone, aziende e società. La modalità di rappresentazione delle informazioni anagrafiche avviene valorizzando determinati attributi dei tag, ed avendo l’accortezza di specificare mark-up di tipo XHTML. In alcuni casi si possono “riciclare” attributi come rel, class e ref, in altri si possono addirittura definire ex-novo. Poichè esistono diversi dizionari tematici, è sempre necessario indicare l’URL del dizionario di riferimento, e si potrà scrivere una cosa del genere (FOAF, ovvero Friend Of A Friend):

<div typeof="foaf:Person" xmlns:foaf="http://xmlns.com/foaf/0.1/">
<p property="foaf:name">Mario Rossi</p>
<p>Email: <a rel="foaf:mbox" href="mailto:mario@rossi.com">mario@rossi.com</a></p>
<p>Telefono: <a rel="foaf:phone" href="tel:+39-123-123-4567">+39 123.123.4567</a></p>
</div>

e specificare addirittura dei legami tra entità (in questo caso <span>) così definite:

<div xmlns:foaf="http://xmlns.com/foaf/0.1/">
<span about="#mario" property="foaf:name" instanceof="foaf:person">Mario Verdi</span> e
<span about="#luigi" property="foaf:name" instanceof="foaf:person">Luigi Bianchi</span>
<span about="#mario" resource="#luigi" rel="foaf:knows">si conoscono</span>
</div>

La sintassi utilizzata non deve confondere poichè è abbastanza semplice, e solitamente si adegua sempre alla forma dizionario:proprietà (dizionario FOAF). Un esempio che mi sembra ancora più utile è rappresentato da hAtom, che permette di standardizzare i feed RSS in modalità semantica, ma che appare ancora abbastanza embrionale (la definizione del suo vocabolario è attualmente una bozza). I campi qui definiti, come possiamo aspettarci, saranno utili a definire il significato di ogni frammento della nostra pagina XHTML, e future funzionalità dei motori di ricerca è plausibile che si adeguino a questi standard. Del resto già da tempo alcuni template predefiniti di Blogger (come Herbert) supportano nativamente hAtom nella definizione dei post.

termini di ricerca:

  • crawler semantici
  • definizione di web semantico
Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • Diggita
  • email
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • MySpace
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio IT
  • Yahoo! Buzz

No related posts.

Scritto da SalvatoreCapolupo