50 domande (almeno) dietro ogni ricerca

In questo articolo proveremo a spulciare un po’ nella logica di Google: per comprendere come posizionarsi ai primi posti, infatti, è bene tenere presente “cosa conta“, o “cosa si chiede” mentre scansiona il proprio indice. In altri termini in questo articolo cercheremo di comprendere i fattori che influenzano un miglior ranking della pagine WEB indicizzate.

Diverso tempo fa era stato pubblicato sul celebre sito SEOmoz un articolo che proponeva una quantificazione del rating assegnato ad ogni pagina WEB da Google: un calcolo certamente approssimato, ma tutto sommato utile e realistico. Esso serviva – il passato è d’obbligo, dato che sono passati ben quattro anni da allora –  ad avere un’idea di quali fossero i fattori che Google prende in considerazione nell’indicizzare le nostre pagine.

Tra di essi ne citiamo due, ovvero la presenza di keyword “buone” nei cosiddetti “prominent tag” della pagina (titolo, liste, header) e l’attrattività del dominio in termini di parole chiave in esso contenute (il fatto che il dominio contenga una o più keyword richieste in quel momento).

Ispirandosi a quanto illustrato in un video illustrativo di Matt Cutts, il blogger Anthony Thomas ha proposto di recente le 50 domande che Google si pone nel momento in cui scriviamo l’ennesima query di ricerca. Ovviamente non si tratta delle domande che il celebre motore di ricerca pone alla lettera, ma soltanto di una approssimazione migliorata ed utile ad un reverse-engineering dell’algoritmo, che pare non sia stato mai divulgato.

Dunque quali domande si pone Google nel selezionare i risultati di una ricerca? Anthony Thomas ne propone ben 50.. Rispondere alla maggioranza di esse in modo positivo (o con valori numerici adeguati, a seconda dei casi) significa avere conferma di aver realizzato delle buone pagine WEB dal punto di vista dei motori di ricerca.

  1. La pagina WEB contiene la key phrase (query di ricerca, ndt)?
  2. La pagina WEB contiene una o più istanze della key phrase?
  3. Quante istanze della key phrase esistono nella pagina?
  4. Qual’è la posizione di ogni key phrase nella pagina?
  5. La pagina contiene sinonimi della key phrase?
  6. La key phrase è forse presente in ordine diverso da quello espresso?
  7. La pagina contiene parole chiave tratte dalla key phrase?
  8. Quanto vale la densità della key phrase nella pagina?
  9. Quanto vale la densità di eventuali sinonimi della key phrase nella pagina?
  10. Quanto vale la densità delle singole parole chiave della key phrase nella pagina?

Le successive indagano sul fatto che la key phrase (quella che digitiamo nella casellina per intenderci) compaia – e quante volte – nei meta tag description e title, in che posizione ciò avvenga e se l’URL contenga nel nome del dominio o nel path della pagina la query. Queste informazioni vengono presumibilmente vagliate dal motore di ricerca per effettuare una valutazione di ranking della pagina, in modo che Google possa classificarla e metterla in un ordine adeguato.

Altri fattori che influenzano la reputazione di una pagina – e quindi il suo posizionamento, sono indicati di seguito, integrati con quella che è la mia esperienza.

Inutile aggiungere che è buona norma cercare di produrre pagine WEB che rispondano a quelli che, partendo dalle rispettive domande, vi propongo come veri e propri requisiti di massima per essere correttamente indicizzati.

  • Rapidità nel caricamento della pagina: evitare di appesantire invano con Flash, Javascript o immagini troppo grandi.
  • Evitare le “skip intro” page, ovvero le pagine introduttive dato che costituiscono una specie di “collo di bottiglia” per il crawler.
  • Limitare gli script lato client a piccoli widget molto essenziali (possibilmente utili).
  • Predisporre la pagina in modo chiaro, navigabile e con grafica pulita.
  • Evitare link con immagini nei menù (ad esempio menù realizzati con bottoni a mò di immagine) in quanto non contribuiscono al ranking e rischiano che il crawler non veda parti del sito.
  • Evitare contenuti duplicati, assicurandosi ad es. che i feed RSS che avete dato in pasto a siti che riassumono le notizie non le riportino per intero.
  • Considerare sempre la posizione in cui si inseriscono determinate parole chiave: è bene che quelle “dominanti” stiano nel top o lato della pagina, oppure all’interno di liste o paragrafi, piuttosto che altrove.

In definitiva, siate pronti a cambiare le cose: con miglioramenti sostanziali, anche se un po’ più faticosi del previsto, potete migliorare drasticamente il vostro piazzamento.

Si ringraziano search-engine-land e notoriousx per le illustrazioni concesse in Creative Commons su Flickr!

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