Campagne Adwords efficaci su dati reali

Gli annunci che creiamo e diffondiamo mediante Adwords possono usualmente impiegare anche dei mesi perchè diventino effettivi e funzionali: questo dipende da una serie di fattori che non è banalissimo analizzare, ma che possiamo riassumere in almeno due punti cardine. Prima di tutto bisogna considerare l’investimento, che è spesso striminzito perchè il cliente di turno crede poco (o nulla) nella campagna di promozione, mentre – estremo paradosso –  si aspetta i massimi risultati. Ovviamente spendere un capitale non equivale alla formula sicura per il successo, ma questo rientra in un discorso più ampio che non tratteremo in questa sede.

Secondariamente basta dare uno sguardo agli annunci promozionali di Google per rendersi conto che molti inserzionisti non badano alla distribuzione di keyword, non scrivono annunci efficaci e spesso producono pubblicità poco attraenti e scarsamente corrispondenti a ciò che l’utente si aspetta di trovare.

"real data from real men"In effetti il tipico problema delle campagne “piccole” – quelle che molti di noi, privati o piccole aziende, sfruttano per promuovere un sito o un prodotto – è racchiuso in una sostanziale mancanza di dati reali: spesso brancoliamo nel buio perchè ci rendiamo conto di non conoscere davvero il nostro cliente, i suoi gusti, ciò che si aspetta di trovare. La nostra conoscenza si riduce spesso ad un banale “sentito dire” che poi trova, guarda caso, scarso riscontro nella realtà.

Un modo per procurarsi dei dati reali su cui avviare una campagna di web-marketing intelligente è quello fornito, ad esempio, dai sondaggi: se nel nostro sito ponessimo una domanda ad hoc anche molto semplice del tipo: “quali prodotti/servizi ti piacciono di più/cerchi più spesso“, probabilmente riusciremmo a capire qualcosa in più sull’utente che mediamente ci legge e ci visita. Ovviamente il sondaggio deve essere reso visibile nel sito per almeno un paio di settimane, o comunque in un tempo tale da garantirci un buon numero di preferenze. Esse costituiranno, alla fine, il nostro campione di studio. Nel frattempo, inoltre, si può pensare di suggerire ai clienti che manifestano preferenze per una certa categoria di prodotto in una pagina descrittiva della nostra migliore offerta.

Del resto possiamo capire cosa piace di più del nostro sito andando a verificare i contenuti più cliccati, e trarre così delle analoghe conclusioni. I post più letti del vostro sito  sono quelli che suscitano maggiore interesse, per cui se l’utente trova un’offerta davvero valida (mediante un programma di affiliazione, ad esempio) sarà molto probabile che possa concludere un acquisto (pay per sale) oppure iscriversi al sito (pay per lead) per ricevere aggiornamenti periodici. Naturalmente le considerazioni dell’articolo vanno ponderate sul fatto che la statistica spesso inganna, perchè elimina le caratteristiche dei singoli, portando a trarre conclusioni che possono essere subdole o ingannevoli. Per validare nella pratica quanto scritto è indubbiamente necessario disporre di un grande numero di visitatori unici in un certo periodo.

Si ringrazia Tony The Misfit per aver concesso l’immagine in Creative Commons.

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