Come lavorano i SEO in Italia?

Si parla molto di SEO nei blog specializzati, eppure in molti casi è difficile trovare riscontri concreti nelle proprie attività: in questo post lancio una particolarissima provocazione allo scopo di sollecitare un minimo di interventi nel settore leggermente più concreti.

Scrivo questo articolo perchè, detto francamente, mi sono rotto: mi hanno davvero stufato i post che parlano di tutto senza parlare di nulla. Mi hanno definitivamente stancato gli articoli che mostrano “101 modi per…” senza riportare uno straccio di esempio concreto, applicabile nella realtà. E, per inciso, mi hanno pure stancato quelli che commentano il nostro blog, ad esempio, firmandosi con il nome della chiave di ricerca che vorrebbero spingere sui motori: sarebbe ora di cambiare un po’ le cose, trovare approcci più costruttivi alla SEO altrimenti, poi, non ci lamentiamo che “Google è cattivo e ci penalizza“. Credo/spero comprenderete la natura del mio sfogo, considerando che sto lavorando ad un progetto SEO, da circa due mesi, nel quale stiamo lottando contro un qualcosa che da un lato è ignoranza e scarsa voglia di fare, dall’altro è una semplice tendenza insana alla superficialità – giusto stamattina ho letto, con il caffè in mano, una e-mail in cui qualcuno mi ha scritto “Google consiglia di copiare i testi altrui in forma di estratti“.

L’idea di fondo, in sostanza, è quella di abbandonare il solito modo di scrivere di SEO nel web in astratto, e concentrarsi su esempi operativi concreti (come questo di link building): questo non tanto per la smania di dimostrare al mondo chissà cosa, quanto per avere un riscontro concreto di “come lavorano i SEO in Italia“. Sarebbe ora di darsi una mossa e partire dalla realtà delle nostre applicazioni, senza più nascondersi dietro un dito: la concorrenza è spietata e nessuno dice che dobbiamo mettere le carte in tavola in modo completo e definitivo, ma quantomeno dovremmo concentrarci sugli aspetti realmente legati alle nostre attività senza “vergognarcene” o peggio, temere che ci sia per forza qualcosa che dobbiamo nascondere.

Esempio. Per il mio blog SEO, ad esempio, ho incentrato la strategia globale sulla creazione di articoli originali ed intervallo diversi periodi in cui, molto semplicemente, mi dedico esclusivamente ai contenuti. Con una cadenza variabile a seconda delle circostanze, inoltre, cerco di lavorare molto sulla link building sui siti di social news (ZicZac, OkNotizie ecc.) perchè differenziano le visite – il che non è poco – e sono comunque “safe” dal punto di vista delle penalizzazioni (quantomeno sembrano esserlo fino ad oggi). Ho praticamente escluso dall’insieme di link in ingresso le segnalazioni alle directory, tendo molto a commentare altri blog SEO in modo da ottenere backlink tematici (anche se nofollow), non penso minimamente al PageRank e tendo a differenziare al massimo le anchor text in ingresso. Ogni settimana la domanda che provo a pormi è “quale portale potrebbe essere interessato a linkarmi naturalmente?” Spesso, non vi nascondo, faccio molta fatica a trovare una risposta, ma in questi casi potrebbe voler significare che non è il caso di forzare la mano: per cui continuo a lavorare ostinatamente sui contenuti. I risultati? Si riescono a vedere a volte in termini di conversioni sui miei link affiliati e banner, cosa che pero’ ultimamente sembrano essere diventate più sporadiche del solito. Non sarà la strategia top in assoluto (ma quale lo è, a pensarci?), ma è quello che faccio realmente ogni giorno dal lunedì al venerdì. Spero davvero che qualcun altro, a questo punto, voglia seguire le mie traccie.

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