Posizionamento di un sito: contenuti, scelta URL, categorie e temi

Questo è il primo di una serie di articoli inerenti il posizionamento di un nuovo sito passo-passo: quello che vorrei verificare sul campo – e che costituisce la principale motivazione dietro questo “esperimento” – è la validità di quanto leggiamo spesso sui blog americani, ovvero il celebre “content is king“. Mettero’ da parte, quindi, qualsiasi tecnica SEM (come Adwords) o “trucco” per posizionarsi in modo “disonesto”, ricorrendo invece esclusivamente a traffico naturale (o organico).

Quando di parla di posizionamento di un blog sui motori di ricerca si parte dal presupposto che le cosidette “tecniche” SEO, così come le segnalazioni sui vari aggregatori sociali e social-network, siano l’equivalente degli additivi che potete utilizzare nel carburante, mentre cio’ che effettivamente scrivete sia la benzina vera e propria. Il senso di questa mia metafora è che senza “buoni” contenuti non si andrà da nessuna parte: questo è vero poichè essi contribuiscono a formare la qualità del sito stesso, che è un parametro essenziale per Google. E’ vero, a onor di cronaca, che alcuni riescono a piazzare nelle prime posizioni pagine che non rispettano i requisiti di “pulizia” di cui stiamo parlando, ma per il momento ci concentreremo soltanto sulle modalità più “classiche”.

L’obiettivo sarà quello di effettuare un posizionamento ottimale (cioè nelle prime cinque posizioni, o almeno nella prima pagina dei risultati) per alcune comuni parole chiave annesse al sito (key-phrase).

Dunque se vogliamo posizionare un sito nelle “alte sfere” delle SERP dei motori di ricerca, la prima cosa che dobbiamo fare è stabilire con precisione  i suoi contenuti, se possibile cercando di suddividerli da subito in categorie opportune. Seguendo la falsariga della Guida Introduttiva al SEO di Google, possiamo provare a compilare una scheda informativo-preventiva, che ci aiuterà a focalizzare al meglio il blog con cui abbiamo deciso di lavorare.

Nel mio caso vi propongo la schematizzazione che ho fatto per il mio sito-test, che è gruppimetal.blogspot.com. Le features più di rilievo sono, in prima istanza, il fatto di includere una parole chiave molto richiesta all’interno dell’URL (“gruppi metal”) e di utilizzare la piattaforma Blogger di Google, che offre un editor efficente e che si piazza con relativa rapidità sulla SERP.

  • Sito/nome dell’attività: Gruppi Metal e Hardcore old-school
  • Nome del dominio: gruppimetal.blogspot.com
  • Temi: schede informative su gruppi metal & hardcore punk, link a risorse gratuite (MP3, siti ufficiali delle band, curiosità)
  • Dimensioni: piccolo, circa 100 pagine (1 per gruppo + pagine informative statiche)

A questo aggiungerei anche le categorie del sito, che sono le seguenti:

  • Nazionalità dei gruppi (Italia, USA, Germania, Inghilterra…);
  • Genere dei gruppi (metal o hardcore);
  • Iniziale del nome della band (A,B,…,Z)

Faccio notare come le categorie servano ad aiutare l’utente a trovare subito i contenuti che desidera, e come le stesse vadano a coprire gli stessi contenuti per raggruppamenti diversi tra loro. Questo, in altre parole, ci garantisce una flessibilità di contenuto assolutamente indispensabile perchè Google consideri il nostro un “buon” sito.

Esattamente come ho descritto nel mio post sui preliminari del posizionamento di un blog, inizialmente,  ho segnalato l’URL del mio blog a Bing, Yahoo! e Google, per tutti e tre con annessa sitemap.Altri dati interessanti sono riportati di seguito:

  • Data di inizio pubblicazione su Blogger: 12/06/10 (non ancora indicizzato ed ignoto a tutti gli utenti)
  • Data di “ufficializzazione” con ping ai motori di ricerca, addurl di google, sitemap di Bing, yahoo e Google: 24/06/10

Per ora abbiamo messo sufficente carne al fuoco: nel prossimo post discuteremo i dettagli sulle varie sottomissioni, sui tempi necessari ai primi posizionamenti (una variabile molto aleatoria, come vedremo) e sulle attività collaterali di social-promotion.

Si ringrazia heli0s per aver concesso lìillustrazione in Creative Commons.

2 Comments

  1. Carlo 4 luglio 2010
  2. salvatore 4 luglio 2010

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