Riduzione drastica del rimbalzo

Da quando mi occupo full-time di SEO ho trovato svariati parametri che ne possono misurare le prestazioni, ma senza dubbio la percentuale di rimbalzo è uno di quelli più interessanti. Di fatto si tratta di una percentuale che misura la tendenza degli utenti a rimbalzare, ovvero ad effettuare semplice (e poco redditizie) impression e a scappare subito dal sito: una metrica molto rigida, di solito modificabile soltanto nel lungo periodo dopo aver ottimizzato il sito in un certo modo. Vediamo allora in questo articolo come sono riuscito, finalmente, a ridurla di oltre il 60%.Il mio blog HostingAffiliazioni è stato ampiamente rivoluzionato a partire da quest’anno: tra i dati che Google Analytics mi ha messo a disposizione, ho notato un’anomalia abbastanza piacevole, tradotta in una riduzione improvvisa della percentuale di rimbalzo del mio sito. Questo significa che i miei lettori, da qualche tempo, sembrano prestare più attenzione ai contenuti del mio blog, ed a rimanere su di esso più a lungo, come mostrato anche dal raddoppiato rapporto pagine/visita (da 1,5 a 3,2) a fronte di un tempo di permanenza sul sito stesso mediamente invariato. Sui motivi che hanno portato a questa variazione, si potrebbe probabilmente scrivere un romanzo: in questo post proverò a proporvi una serie di possibili spiegazione che mi sono dato, nella speranza che questo possa stimolare un po’ la discussione nei commenti e possa essere utile per almeno alcuni di voi.

Ecco il grafico che mi ha fatto saltare sulla sedia: come potete vedere il rimbalzo era assestato su una media di circa il 73% (decisamente molto alta), ed il 7 febbraio ha registrato un improvviso calo a solo il 14%. Nonostante la soddisfazione per il risultato, come spesso mi accade l’istinto mi ha permesso di aggirare l’ennesimo problema che mi assilla da quando ho “professionalizzato” il blog.

Possibili motivazioni che mi sono dato sono le seguenti.

Nonostante l’integrazione con Twitter e Facebook, la mia principale sorgente di traffico rimane Google: non potrebbe essere altrimenti, a mio avviso, dato che gli argomenti che affronto sono destinati per mia scelta iniziale alla long-tail che si occupa delle mie nicchie di mercato (hosting, installazione di CMS, SEO). Quindi posso dedurre che il calo del rimbalzo sia dovuto ad un progressivo miglioramento della qualità dei post, anche se questa spiegazione diventa poco plausibile se si considera il calo improvviso del rimbalzo. Quindi se accantoniamo questa ipotesi, possiamo provare a legare il discorso con la scrittura di determinati articoli esattamente nel giorno del mio personale “Mayday” (7 febbraio 2011).

Ragioniamo sui contenuti (content is king), visto che in quella giornata ho pubblicato quattro post:

  1. Il modello “Rational Surfer”
  2. Cosa rende alcuni link migliori di altri?
  3. HTML5: novità in arrivo per tutti i webmaster
  4. Backlink non convenzionali: hotlinking

dei quali soltanto il secondo ed il terzo erano dei veri potenziali attrattori di link, poichè trattavano la qualità dei link e le novità introdotte dal nuovo formato HTML5. Gli altri due sono post decisamente ordinari e nella media, per così dire, di quello che scrivo sul mio blog. A questo punto posso immaginare che giusto questi due abbiano in qualche modo stimolato l’attenzione dei miei lettori, che è importante sottolineare sono in parte (15-20%) informati dei miei post tramite FriendFeed, Twitter, Facebook, Google Gruppi e newsletter settimanale.

A questo punto mi è venuto in mente che ho scritto un ciclo di post sul SEO (negli ultimi 2-3 mesi) che ha riscosso un discreto successo come visite, pingback “puliti” e commenti: puo’ darsi che l’effetto di tali post si sia propagato nel tempo ed abbia provocato il fenomeno in esame.

Di sicuro questi articoli hanno esaltato la qualità dei miei contenuti, visto che hanno risposto a domande dirette che ogni SEO si pone:

  • Effetto dell’aggiunta di un link ad una pagina web
  • Come e perchè i link conferiscono authority?
  • La matematica del pagerank: definizione ricorsiva
  • Come sono ordinate le pagine di un sito da Google?
  • SEO e social-network (tre articoli a fine dicembre)
  • Come installare WordPress (guida aggiornata 2011) (attualmente decimo su Google)

oltre ad un ciclo di circa 20 articoli esplicativi sui video di Matt Cutts per i SEO.

Un altro aspetto importante, in ogni caso, riguarda la navigazione migliorata ed il fatto di aver inserito link a post casuali sotto l’header, in modo da stuzzicare l’attenzione del lettore: presto inserirò anche delle immagini allo scopo di aumentare i click da queste fonti (ovviamente tutte nofollow), ma la cosa è certamente sconnessa dal nostro discorso poichè si tratta di una modifica di solo una settimana fa, e quindi successiva al calo di rimbalzo.

La ricerca delle motivazioni è abbastanza complessa, quindi: non è facile determinare un rapporto causa-effetto, e per il momento mi sono limitato a prendere qualche appunto ed a condividerlo qui con voi. Se riuscirò a capire meglio questo fenomeno ne parlerò in un successivo articolo.

One Response

  1. Gregorio 20 marzo 2011

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *