Tecniche SEO white-hat: ecco le principali

In questo articolo analizziamo le principali strategie white hat utilizzate dai SEO per la promozione dei propri siti.

  1. Interlinking – Garantire un buon livello di interlinking (collegamenti tra le varie sezioni del sito) sembra essere un aspetto molto importante per la SEO, non fosse altro che tende ad incentivare, in prima istanza, i click e la reperibilità generale dei contenuti del vostro sito o blog. Sta di fatto che l’utilizzo di anchor text mirate non può più essere effettuato in modo troppo accanito neanche in questi termini, e che gli abusi vengono puniti molto più facilmente di quanto avvenisse in passato. Senza perdità di generalità i link interni sono localizzati tipicamente nel corpo del testo, nei widget (specie per le categorie), nei menù e, solo in alcuni casi, nel footer del sito. Questa tecnica garantisce che tutte le pagine del sito siano indicizzate da Google, praticamente in tempo reale o quasi, ormai.
  2. Content Marketing. Consiste nella creazione di post, pagine tematiche, tutoriale, articoli, approfondimenti, report, interviste, video e tutto quello che possa essere correlato alle vostre competenze, passioni e creatività. Valorizzare il valore aggiunto – scusate il gioco di parole – del vostro sito attraverso la creazione di qualcosa di inedito, originale e concreto viene definito abitualmente come una potenziale “link bait” (“deposito” di link in ingresso spontanei dagli altri blogger e webmaster). A mio avviso l’aspetto più interessante legato alla SEO, ma anche il più snobbato e sottovalutato da certuni che non se ne occupano praticamente mai.
  3. Ottimizzazione title/description. Una strategia che consiste, molto semplicemente, nel pensare agli obiettivi del vostro sito (ad esempio: aumentare le conversioni dei banner oppure il CTR sui risultati) e produrre title e description per le pagine che siano adeguati, chiari ed utili agli utenti. Esiste anche in una variante grey-black hat e consiste nel manipolare queste informazioni per “attrarre” con l’inganno gli utenti.
  4. Ottimizzazione e “filtraggio” dei link in ingresso. Ne ho parlato altrove quindi rimando all’apposito post.
  5. Guest blogging. Ancora poco diffuso e piuttosto frainteso, ma ottimo per ottenere link in ingresso al vostro sito senza essere costretti a ricorrere all’article marketing di massa (ormai sconsigliato).
  6. Variare le anchor text sulla base dei dati di WMT / Analytics. Inutile negare che molti di noi, ancora adesso, variano i titoli dei post del proprio blog così come tendono a cercare la configurazione delle ancore per cercare di ottenere qualche vantaggio competitivo in termini di rank. Se la pratica è finalizzata ad un miglioramento per gli utenti può andare bene, per quanto in vista di nuovi update è il caso di agire in questi termini solo se davvero necessario a produrre siti web di maggiore qualità (e non, quindi, in mera ottica SEO).
  7. Aumentare le pagine uniche (ed originali) indicizzate dal sito (ad esempio scrivendo più spesso nel blog) può coincidere con un miglioramente di ranking se riuscire a finalizzare l’attività alla produzione di FAQ, contenuti utili agli utenti e via dicendo.

Faccio notare che non ho incluso tra le tecniche white-hat la promozione dei post sui social network – per quanto sia impopolare ammetterlo, non si tratta affatto di SEO in senso stretto bensì di strategie per incrementare il traffico al vostro sito.

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